L’ultimo Samurai

 Nel  lontano ma non troppo 1974…..esattamente il 19 agosto, a Livorno, città marittima conosciuta un tempo come la terra di Labrone, nasce… Alex Lucchesi. Il giovane non tarderà dopo una mitica infanzia di alti e bassi vissuta negli anni 80’,(…un periodo d’oro per la musica hard Rock i giubbotti di pelle e le frasi ad effetto nei film) a costruirsi una spiccata personalità. Ama  paragonare la città nativa alla lontana terra dello stato americano con il nome di New Jersey. Un luogo spesso raccontato dalle pellicole di oltre oceano, come un posto dove la gente gode di una propria unicità bella o brutta che sia. Questo mette le due città su lo stesso piano … in poche parole Livorno sta ad Alex Lucchesi come il New Jersey sta a Bruce Willis. “…Livorno, è una specie di mecca del cinema” Con una preparazione costruita negli anni attraverso palchi teatrali in qualità di attore-mimo-ballerino ottiene la possibilità di lavorare con ottimi nomi dello spettacolo. Bagaglio molto importante per chi mira ad una carriera professionale basata su fatti e non su falsa pubblicità. Nel tempo a seguire si trasferisce a Londra per un periodo di 6 mesi . Torna nella sua città natale con la voglia di conquistare il pubblico internazionale e padroneggiare la nobile arte del filmaker. “….Voglio rapportarmi in modo più completo e profondo  con ciò che ruota attorno ad un film” Queste furono le parole di Alex. Nasce in lui una vera forma etica dell’essere attore. “Amo imparare  lavori nuovi ( qualsiasi tipo di mestiere ). Come può un attore che si reputa tale,  muoversi all’interno di qualcosa che non conosce, interpretare ruoli a lui sconosciuti?L’essere attore è un insieme di fattori importanti non basta recitare le cose a pappagallo e godersi i camerini con la stella.” E ancora “Un’ attore dovrebbe accettare ruoli compatibili con la sua etica o prenderne di nuovi solo quando è alla ricerca di una sfida, quando non è così e lo si fa tanto per farlo… o lo si fa solamente per soldi…bisognerebbe avere il buon senso di lasciar perdere… di desistere, perché  questa è la strada per danneggiare il cinema” I suoi studi lo porteranno a dirigere alcuni cortometraggi . Grazie a questo farà  conoscenza de “i Licaoni” con i quali lavorerà in diverse pellicole in qualità di Attore.(vedi il pluripremiato Last Blood nella veste del protagonista o il film disponibile sulla rete con il nome di Kiss me Lorena) Tra gli ultimi lavori svolti troviamo: “Piano 17”(2005) dei Manetti Bros nel ruolo del giovane eroe. Doppiaggio nel film “N”(2006) di Paolo Virzì “Aldo Moro il Presidente”(2007) Attualmente sta collaborando alla realizzazione del Film Alex Fog con la Q-Z arts. “Qualcuno mi chiede perché non sono rimasto a Roma…Io rispondo… perché loro non sono all’altezza. Non c’è più genuinità in quegli ambienti, non si fanno i film giusti. E’ per questo che lavoro con i ragazzi della Q-z Arts. Qui respiro lo stesso vento degli anni 70 – 80 in Italia… quando ancora i film di genere venivano fatti…” Inutile dire quali siano i suoi maestri ispiratori. Si va dalle icone del cinema action  Americano degli anni 80 ai grandi del genere italiano. Può darsi che quanto avete letto, lo abbiate percepito come sfida. Se è così, Alex risponde :- “SFIDA ACCETTATA!!!”     A cura di …. Jennifer Da Vinci
Il curriculum
di Matteo qui non è riportato. Per due ragioni. La prima è che non è stato possibile mettersi in contatto con Matteo negli ultimi tre mesi. La seconda è che, onestamente, per come sono andate le cose durante le riprese, sebbene il suo curriculum vanti notevoli esperienze nel settore attoriale e non soltanto, sconsigliamo vivamente a chiunque di collaborare con lui in futuro: Matteo è diventato completamente pazzo. Noi della QZ siamo sempre stati molto attenti a tutelare i nostri attori e tutti i membri dello staff, ed abbiamo sempre chiuso in ottimi rapporti qualsiasi tipo di collaborazione. Quella con Matteo non ha fatto eccezione, almeno per i primi giorni di riprese; poi qualcosa è andato storto. Matteo si è infatti calato troppo a fondo nel ruolo di Smudge ed in un certo senso, riteniamo che ne sia rimasto sopraffatto. Inizialmente, essendo per natura un perfezionista, chiedeva a volte di ripetere il ciak perché sentiva che la sua interpretazione non era stata sufficientemente convincente. Questo atteggiamento si è trasformato, durante le riprese, in una ossessione maniacale che lo portava a voler ripetere qualsiasi gesto, qualsiasi azione di Smudge più e più volte, affermando anche in maniera aggressiva che nei ciak precedenti c’erano delle imperfezioni (assolutamente impercettibili!) nell’intonazione della voce o nella gestualità, che rendevano gravemente inaccettabile l’interpretazione. Abbiamo una certa esperienza in fatto di film, e possiamo assicurare che le imperfezioni erano spesso, se non sempre, frutto della sua mente e qualora esistessero si trattava di divergenze talmente impercettibili, da farci pensare che il ripetere il ciak fosse una scusa per calarsi nuovamente nei panni di Sigmund Smudge. E mai i nostri timori furono più fondati. Pian piano Matteo, o forse dovremmo dire Smudge, si è fuso in carattere e gestualità al suo personaggio, al punto tale che abbiamo incominciato letteralmente ad odiare quello che doveva essere la spalla del protagonista e l’elemento divertente del nostro lavoro. Quello che doveva portare, sulla pellicola, un equilibrio ai silenzi ed alla determinazione di Alex Fog si è trasformato in un delirante ed ossessivo demone che ha distrutto la serenità sul set. Adesso sono mesi che cerchiamo di contattare Matteo e le ultime voci che corrono in giro sul suo conto non sono di certo rasserenanti. Ha iniziato infatti ad indossare gli abiti e gli occhiali di Smudge anche nella vita quotidiana (quegli stessi abiti che tanto lo facevano sentire a disagio la prima volta che li aveva indossati!) e sembra che viva per lo più rinchiuso in casa, presso qualche parente che abita nella campagna toscana, facendo le sue rare apparizioni solo sul balcone, dove ha iniziato a coltivare i fiori tanto amati da Smudge. E queste sono le ultime notizie che abbiamo di lui. Ci dispiace di cuore, Matteo Un caro saluto QZentertainment